Terapia Neuropsicomotoria
 


Dott.ssa Monica Manni
 

Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva

Psicomotricista educativa (metodo B. Aucouturier)

Insegnante di massaggio infantile

Psicologa clinica dello sviluppo in formazione

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CHI E' IL NEUROPSICOMOTRICISTA? 

Il Neuropsicomotricista dell'età evolutiva è un operatore sanitario che, abilitato dal titolo di laurea triennale, svolge la propria attività terapeutica e di prevenzione laddove siano presenti disagi, rischi, ritardi, disordini dei processi di sviluppo, malattie che causano disfunzioni e disabilità.

 

COSA FA IL NEUROPSICOMOTRICISTA (TNPEE)? 

L'attività del Neuropsicomotricista è una pratica a mediazione corporea che favorisce e sostiene l'interdipendenza e l'interazione degli aspetti motori, cognitivi, emotivi e relazionali. Spesso un bambino che presenta un disagio o una disabilità in una o più aree dello sviluppo, fa fatica a giocare. Il suo gioco può essere ripetitivo, frettoloso, troppo rigido, senza uno scopo preciso, senza capacità simboliche, ecc. Per questo motivo è proprio attraverso il gioco e l'interazione che si articola l'intervento Neuropsicomotorio.

 

La Terapia Neuropsicomotoria va a lavorare sul miglioramento di alcuni aspetti dello sviluppo:

-         l'integrazione delle funzioni motorie, cognitive, emotive e relazionali

-         l'intenzionalità comunicativa (sia del linguaggio verbale e non, che del gesto)

-         l'attenzione e la motivazione

-         il piacere di agire e pensare alla propria azione

-         la capacità rappresentativa, narrativa e simbolica

-         la capacità di giocare

-         le abilità esecutive del movimento sia globale che fine

-         la coordinazione motoria

-         le abilità sociali e di relazione: sguardo, ascolto, attesa, turno, accettazione della frustrazione, espressione di pensieri, intenzioni, desideri, paure, ecc

 

L'approccio del Neuropsicomotricista non si focalizza sul deficit o sulla difficoltà, ma attraverso un approccio globale lavora con e sulle risorse del bambino, con lo scopo di restituirgli un'idea (e le competenze relative) di padronanza del proprio corpo, della propria motricità, del proprio pensiero, delle proprie azioni ed emozioni.

Il percorso Neuropsicomotorio si sviluppa e assume significato in collaborazione e condivisione con la famiglia, la scuola e, qualora fosse presente, con l'equipe multidisciplinare.

Tale lavoro di rete è utile per costruire un ambiente favorevole, attento e disponibile al cambiamento del bambino.

Il percorso è di tipo individuale. Alle volte, se si creano le condizioni, possono essere creati anche piccoli gruppi di aiuto.

Il Neuropsicomotricista svolge anche attività di studio, approfondimento, consulenza e formazione; può inoltre attuare progetti di Psicomotricità Educativo Preventiva con gruppi di bambini attuando metodologie specifiche.

 

A CHI E' RIVOLTA LA TERAPIA NEUROPSICOMOTORIA?  

La Terapia Neuropsicomotoria è rivolta a una fascia d'età molto estesa che va da 0 a 18 anni, ma esprime particolare efficacia nella fascia d'età precoce 0-3 e nell'età pediatrica 4-8 laddove le abilità emergenti pur essendo riconducibili a specifici settori (motorio, linguistico, interattivo) non possono essere scisse dalle funzioni di base (attenzione, percezione, memoria, motivazone, regolazione affettiva).

 

I disturbi prevalenti di cui si occupa il Neuropsicomotricista sono:

-         Ritardo Globale di Sviluppo ("ritardo psicomotorio" o alterazione nell'acquisizione delle funzioni in età 0-5)

-         Disturbi della Coordinazione Motoria (impaccio, maldestrezza, disprassia)

-         Disturbi dello Spettro Autistico

-         Disturbi della Regolazione

-         Disturbi della Relazione e della Comunicazione

-         Disturbi da Deficit di Attenzione, Iperattività, Impulsività

-         Disturbi Specifici di Apprendimento

-         Disturbi dello Sviluppo Intellettivo

-         Disturbi Neuromotori e Sensoriali

 

 

QUALI STRUMENTI USA IL NEUROPSICOMOTRICISTA?

Il Neuropsicomotricista utilizza l'azione motoria e il corpo che agisce come strumenti privilegiati di intervento; il movimento rappresenta infatti una potente forma di espressione e di comunicazione presente fin dalla nascita. La lettura del comportamento non verbale - gesto, postura, tono muscolare, sguardo, uso dello spazio e degli oggetti - fornisce indicazioni sull'identità e sul funzionamento della persona consentendo, nel bambino, di risalire alle funzioni interessate dal disturbo dello sviluppo. Il corpo del Neuropsicomotricista è messo in gioco nelle sue componenti motorie, percettive, espressive e relazionali.

Attraverso il gioco e l'interazione il Neuropsicomotricista favorisce la ricomposizione di azioni disorganizzate o poco funzionali aiutando il bambino a dar loro un significato condiviso; le parole sono scelte con cura: definiscono, sottolineano, amplificano, enfatizzano azioni ed emozioni. Gli studi di neuroscienze dimostrano come le prime interazioni tra corpo e ambiente possano essere ancora modificate da esperienze significative perfino in età adulta.